sabato 30 giugno 2007

Gay Pride, Roma invasa: «Siamo un milione»

Un corteo colorato sfila fino a San Giovanni. Ferrero, Pecoraro e la Pollastrini: «Giusto esserci». Cori contro Prodi. Critiche dalla Cdl
Centinaia di migliaia in corteo a Roma per la giornata dell'orgoglio omosessuale. Un milione per gli organizzatori. Tantissime le associazioni, pochi i politici, slogan pro-Dico e anti-Vaticano. Musica, colori e voglia di diritti. Gli striscioni chiedono diritti per single e coppie di fatto, dicono basta all'omofobia e alle interferenze porporate, Sono signore eleganti e uomini un po' in età i più applauditi, sono le associazioni dei genitori di omosessuali, "orgogliosamente felici" perché, c'è scritto sulle loro magliette, "Etero o gay, sono sempre figli miei".
Francesco Lantana

sabato 23 giugno 2007

bilancio pride e prossimo incontro

ciaoooo
una bellissima manifestazione alle spalle e le emozioni e i messaggi del pride di roma ancora vivi ci spingono a non aspettare troppo per il prossimo incontro del collettivo di livorno
martedì 26 giugno
ore 21
all'enoteca della fortezza vecchia
prossimo incontro di LIVORNO PER IL PRIDE

un incontro informale (ma quale incontro finora è stato formale?) per valutare il percorso fatto finora e mettere a frutto il grandioso risultato di roma e il lavoro fatto finora a livorno, per impostare il lavoro da fare in futuro (tanto, tantissimo!)
vi aspettiamo numeros*
ciao
nicla

lunedì 11 giugno 2007

CON IL PRIDE PIÙ DIRITTI PER TUTTE/I
INCONTRO CON
FRANCESCA POLO (Presidente nazionale ARCILESBICA)
BERT D’ARAGON (Presidente regionale ARCIGAY)

MARTEDI’ 12 GIUGNO
ORE 18

PRESSO IL CENTRO ARTISTICO “IL GRATTACIELO
Via del Platano 6
SEGUIRÀ APERITIVO
E
INCONTRO CON LE REALTÀ LOCALI DI “LIVORNO PER IL PRIDE”

PARITÀ DIGNITÀ LAICITÀ

Le tre parole chiave che racchiudono una concezione della vita democratica che ponga tutti i cittadini sullo stesso piano, nella quale lo Stato non indichi dei modelli e stili di vita ai quali tutti debbano omologarsi per vedersi riconosciuti dei diritti e nella quale la definizione “stato laico” sia non solo etichetta ma, soprattutto, sostanza.

  • La laicità dello Stato è il fondamento del vivere civile, la garanzia dei diritti di tutte e tutti, è un bene primario da difendere da ogni forma di ingerenza confessionale.
  • La pari dignità e i pari diritti per le persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transgender) e i conviventi di fatto.
  • Vogliamo rappresentare una richiesta diffusa di un’Italia migliore, che si opponga a progetti politici e culturali reazionari che alimentano la violenza sulle donne, sulle lesbiche, sui gay, sulle e sui trans e su ogni altro soggetto non garantito.
  • La lotta per le libertà individuali, l’autodeterminazione dei corpi e delle scelte di vita, deve essere assunta da un ampio e plurale arco di movimenti, gruppi, associazioni. Perché il Pride Nazionale del 16 giugno 2007, sia un grande appuntamento per tutte e tutti coloro che hanno a cuore la libertà, la democrazia, l’antifascismo. Perché esiste un’altra Italia!

LIVORNO PER IL PRIDE

È già on-line un sito nel quale tutti/e possono intervenire
http://livornoperilpride.blogspot.com/
contattaci livornoperilpride@gmail.com

PER IL CORTEO DEL 16 GIUGNO INFO E PRENOTAZIONI CONTATTARE VALERIO D’ORIO: 3484935240

giovedì 7 giugno 2007

compiti per casa

ciao a tutt*
stasera ci siamo riuniti e il tema del giorno è stata la preparazione dell'iniziativa pubblica del 12 giugno al grattacielo. abbiamo fatto un volantino che metterò presto online.
Quindi ci siamo dati i seguenti appuntamenti e i seguenti compiti:
  • domani sera (ven 8 giugno), ore 22, appuntamento in fortezza vecchia per un volantinaggio e/o banchetto di pubblicità previa autorizzazione di toto (nicla e eliano e francesco)
  • sabato mattina portare nelle biblioteche e alla gaia scienza il volantino (francesco)
  • lunedì pomeriggio (11 giugno) ore 18 in p.zza grande, volantinaggio in centro (francesco e andrea e forse massimiliano)
  • contatto e accoglienza ospiti invitati: mariella (per francesca polo) valerio( per bert d'aragon)
  • comunicato stampa ai giornali (roberto)
  • spesa per aperitivo e contatto grattacielo (mila e forse sabra in contumacia)
  • apertura dibattito (nicla)
  • interventi delle associazioni locali promotrici (tutti i rappresentanti delle associazioni)

ovviamente tutto il resto che può essere fatto (mandare a tutti i nostri indirizzari l'invito, fotocopiare volantini, segnalare a valerio prenotazioni pullman, raccogliere soldi e finanziamenti per il pullman, dare rinforzi ai volantinaggi...) è gradito e caldamente accolto!!!

ce la possiamo fare, spero nei rinforzi e in una numerosa partecipazione!

baci nicla

Aggressione fascista a Roma

La notte tra il 5 e il 6 giugno tre militanti di Sinistra critica hanno subito un'aggressione per mano di fascisti armati di caschi e bastoni, nei pressi di Tor Vergata. Stavano attaccando i manifesti contro la visita di Bush in Italia e pubblicizzando le iniziative di protesta dei prossimi giorni, quando, nei pressi della facoltà di scienze dell'università di Tor Vergata sono arrivate quattro persone a viso coperto armate di un casco, un bullock e una mazza di legno. Uno di loro si è avvicinato dicendo: "cosa state attaccando! Andatevene!"

Immediatamente dopo l'aggressione uno dei tre ha riportato, oltre alle contusioni, una ferita alla testa che ha richiesto 5 punti di sutura.

Il manifesto che attaccavano parla chiaro: Bush e Ratzinger “coppia di fatto”. Guerra e integralismo viaggiano sulla stessa strada, si aiutano e si foraggiano vicendevolmente creando il “solito” clima di tensione e di paura in cui i soliti loschi fascisti, con le loro solite modalità riescono a ritagliarsi uno spazio fin troppo grande. Il 9 e il 16 giugno saremo parte come Sinistra Critica di due grandi cortei.

Urleremo che la guerra non la vogliamo, che non vogliamo partecipare alle loro spartizioni, che noi siamo con emergency, che pretendiamo la liberazione immediata di Hanefi, che i tagli questo governo li deve fare alle spese militari, altrimenti può andarsene a casa. Urleremo che siamo tutt* lesbiche, tutt* omosessuali o non meglio definit*. E che la chiesa invece di intromettersi nella politica italiana potrebbe continuare a oziarsi nei suoi lussuosi palazzi. Camicie o tuniche a noi il nero non ci piace.

Associazione Sinistra Critica – Roma

mercoledì 6 giugno 2007

Sabato 9 giugno a Firenze nasce LINFA

Si svolgera' sabato 9 giugno a Firenze, presso la sala dell'ex carcere Le Murate, in Piazza Madonna della Neve, il congresso fondativo della 'Linfa', Lega italiana nuove famiglie, che sostituira' la 'Liff', Lega italiana famiglie di fatto. Al congresso, informa una nota dell'associazione, parteciperanno anche esponenti del governo e della maggioranza di centrosinistra, tra i quali il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, il sottosegretario alla Famiglia Maria Chiara Acciarini, il sottosegretario alla Giustizia Luigi Manconi e il parlamentare di Sd, Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay.'
'La famiglia cambia, ma nessuno la mette in discussione - dichiara Alessandro Zan, candidato alla presidenza della 'Linfa' -. Calano i matrimoni, crescono divorzi e separazioni, aumentano le famiglie di fatto e la politica e il Parlamento continuano a ignorare queste nuove realta'. L'aumento delle nuove famiglie attesta il venir meno della tradizione matrimoniale e della sua indissolubilita', nonche' la crescente volonta' degli individui di riaffermare la propria identita' all'interno della societa'''.
Saranno presenti Alessio De Giorgi e Christian Panicucci, la coppia che ha sottoscritto il Pacs all'ambasciata di Francia, e Francesco Piomboni e Matteo Pegoraro, che hanno fatto regolare richiesta di unirsi in matrimonio con rito civile al Comune di Firenze, richiesta poi respinta in via ufficiale, e hanno intrapreso la loro battaglia legale presentando in questi giorni il ricorso al Tribunale di Firenze.

martedì 5 giugno 2007

Report e prossimi appuntamenti

ciao a tutt*
lunedì passato 4 giugno c'è stata la nostra riunione, disertata da molti per vari motivi personali (e spero non di disamore verso il collettivo!), e quindi scarsamente partecipata.
I pochi presenti hanno deciso di buttare giù una bozza di volantino per l'iniziativa pubblica del 12 giugno, in modo di averlo pronto come base per giovedì e fare una buona pubblicità durante il fine settimana.
Quindi
GIOVEDI' 7 GIUGNO
ORE 20.30 (a oltranza)
presso rif. com. in Borgo dei cappuccini 278
PROSSIMO INCONTRO DI LIVORNO PER IL PRIDE
per preparare politicamente l'iniziativa pubblica del 12 giugno (che si terrà al Grattacielo e avrà come ospiti esterni Francesca Polo - pres. nazionale di Arcilesbica, e un rappresentante del nazionale di Arcigay)
per definire i dettagli tecnici dell'iniziativa e della nostra partecipazione a Roma il 16 giugno
per valutare le prospettive livornesi del dopo manifestazione.
PARTECIPATE, PARTECIPATE, PARTECIPATE
vi invito inoltre a usare il blog, sia come strumento di scambio per informazioni pratiche, sia come spazio per discutere e scambiarsi idee e suggerimenti.
Ciao a tutt*
Nicla

domenica 3 giugno 2007

Crimen sollicitationis

Il Crimen sollicitationis è un documento segreto che il cardinale Ratzinger, che in quel tempo istruiva le cause per abusi sui minori, mandò ai vescovi di tutto il mondo, avvertendoli che li avrebbe scomunicati se avessero richiamato l'attenzione del pubblico su quanto stava accadendo in seno alla chiesa cattolica.

Vedi video:

Il Crimen Sollicitationis

Francesco Lantana

sabato 2 giugno 2007

Livorno per il Pride al concerto degli Shellac

Ciao a tutt*
venerdì sera al circolo Arci The Cage ho fatto un piccolo angolo esponendo il nostro striscione e tutto il materiale che avevo a disposizione (agedo,arcilesbica,verdi,uaar,sinistracritica,straccetti,legge toscana contro discriminazioni) e il volantino nostro.
Il concerto è stato piuttosto partecipato,ma non quanto lo sarebbe stato in Fortezza. Il materiale distribuito non è stato tantissimo (anche se straccetti fucsia e adesivi dei verdi "omosessuale è naturale" sono andati a ruba). L'altro aspetto negativo dal punto di vista dell'impatto cittadino è che molti spettatori erano della zona di firenze, quindi solidali per gli straccetti e la campagna in generale (forse più sensibilizzati) ma non essendo livornesi erano scarsamente interessati alla nostra esistenza sul territorio.
Credo che comunque sia un'esperienza da ripetere, se ne abbiamo la forza, il tempo e la voglia.
Invito quindi tutt* a portare altro materiale (arcigay, crisalide!!!!) lunedì alla riunione delle 18.30 e di programmare almeno un'altra uscita in città prima del 12, anche per pubblicizzare l'incontro pubblico al grattacielo.
un saluto
Nicla

Novità

"Il Tirreno" di oggi, sabato 2 giugno, ha pubblicato il nostro comunicato stampa ed è sicuramente un passo importante per tastare il polso dell'attenzione cittadina verso questa manifestazione ed aprirsi ad altre realtà che sono rimaste alla finestra.
Vedremo....

Mi sono preso la briga di mandare la nostra adesione alla piattaforma politica di Roma Pride, e quindi il link di questo blog dovrebbe apparire sul sito a giorni.

Ieri c'è stato il primo banchetto al concerto degli "Shellac", spostato per il maltempo dalla Fortezza Nuova al Cage, in zona industriale, dietro il capannone di una nota catena di elettrodomestici (che volete... non mi va di fare pubblicità).
Io ho rinunciato visto che era necessario fare biglietto per entrare ed è un periodo che mi posso permettere ben poco; in ogni caso Nicla e Iacopo ci sarebbero andati comunque... attendiamo da loro un report!

Ciao a tutt*

Andrea M.

venerdì 1 giugno 2007

LA FAMIGLIA, LO STATO E LA PROPRIETA’ PRIVATA

In questi ultimi tempi si è ripreso a parlare di “famiglia” in seguito al disegno di legge sui DI.CO. (Diritti e doveri dei Conviventi), misero surrogato dei PA.C.S. (Patto Civile di Solidarietà) che hanno trovato una facile e piena applicazione dappertutto, in Europa e nell’intero mondo civile e progredito, persino nella cattolicissima Spagna, tranne che in Italia, in Grecia e in Polonia. Queste nazioni (eccetto la Grecia, in cui la stragrande maggioranza della popolazione è legata al culto e alla chiesa ortodossa) restano gli unici paesi ancora soggiogati dall’ingerenza esercitata dal Vaticano. Il quale, prima ha azzerato e vanificato l’ipotesi-progetto dei PACS, quindi ha affossato il governo che voleva approvare i DI.CO., annullando (forse) definitivamente l’idea di regolamentare, ratificare e legalizzare formalmente in Italia, seppure con una legge-capestro, le convivenze di fatto. Con tale espressione si intendono non solo le coppie omosessuali (di cui si sta discutendo in modo quasi esclusivo e fuorviante), ma anche quelle eterosessuali che rifiutano di legittimare e consacrare la propria unione sia in chiesa che in municipio, ripudiando l’autorità dell'altare e del trono.

Non c’è alcun dubbio che si tratta di un tema elitario, che interessa un’esigua minoranza di individui, e non certo la maggioranza degli italiani e delle italiane, ma non si può rinunciare ad assumere una netta posizione critica di fronte al turpe attacco sferrato dal potere clericale e neodemocristiano contro le spinte e i movimenti progressisti che partecipano all’emancipazione civile e culturale della società italiana, così come è già accaduto in altri Stati europei.
La curia pontificia romana ha voluto dimostrare ed esprimere tutta la sua arroganza e la sua prepotenza di stampo mafioso, liberticida, antiprogressista, ingerendo pesantemente nel dibattito pubblico nazionale e, soprattutto, minando e pregiudicando la stabilità politica del paese. Infatti, la recente crisi governativa rivela una precisa maternità (pardon, paternità), ovvero la responsabilità della chiesa cattolica apostolica romana, la cui lunga mano si è palesata nell’aula di Palazzo Madama il giorno delle Ceneri (data non casuale) in occasione del dibattito parlamentare sulla mozione in materia di politica estera, presentata da Massimo D’Alema. Il governo è stato messo in minoranza, stranamente, su un argomento di politica estera (cosa mai avvenuta prima in Italia), benché alcuni giorni dopo, a “crisi” risolta, lo stesso Parlamento abbia votato con una maggioranza bulgara il rifinanziamento della missione militare italiana in Afghanistan. Dunque, questa è la riprova (se c’era bisogno di conferme in tal senso) che il governo è andato sotto per motivi che nulla hanno a che fare con la questione della politica estera e delle guerre in cui l’Italia è coinvolta, bensì a causa di un’altra “guerra”, diciamo pure “civile”, ossia un conflitto tutto intestino e organico alla società italiana.

Si tratta di una “guerra tra froci”, come ha ironicamente affermato un gay durante una manifestazione svoltasi a Roma per protestare contro le posizioni reazionarie e misoneiste del Vaticano, ossia di uno scontro tra omosessuali dichiarati, liberi, coscienti e orgogliosi di esserlo, che rivendicano i propri sacrosanti diritti, e sodomiti non dichiarati, che da secoli praticano clandestinamente la pederastia nel segreto delle curie, delle canoniche, degli oratori, delle sagrestie, delle parrocchie, dei monasteri, delle abbazie. Insomma, ovunque vi siano parroci, prelati, vescovi, catechisti, chierici, cardinali, pontefici, priori, frati, suore, seminaristi ed ogni sorta di ecclesiastici costretti al voto di castità, ossia a logoranti e innaturali periodi di astinenza sessuale. Pretaglia cresciuta e formatasi all’interno di una visione visceralmente sessuofobica e omofobica, che contrasta con la tradizione e la storia passata dell’intera umanità. Una concezione che contraddice ed azzera la cultura dei secoli antecedenti all’avvento della cristianità, quando in tutte (proprio tutte) le civiltà umane, dall’antico Egitto alla Grecia, a Roma, dalla Persia all’India, dalla Cina alle civiltà precolombiane, la sessualità veniva vissuta e praticata liberamente, senza pregiudizi morali, senza ipocrisie, senza remore, tabù o inibizioni, senza mistificazioni, inganni o menzogne, seguendo le tendenze insite nella natura umana.

Invece, con l’avvento del cristianesimo, esattamente con l’affermarsi della chiesa medievale, protervamente cattolico-integralista, violentemente oltranzista, misogina e misoneista, offuscata e condizionata da pregiudizi bigotti e dall’intolleranza più retriva, l’antica idea della sessualità è stata completamente ribaltata, probabilmente anche per le ragioni storiche addotte e ipotizzate da Dan Brown nel suo celebre romanzo “Il codice da Vinci”. Ricordate? La necessità di censurare e cancellare la memoria storica della presunta non verginità di Cristo, della sua unione carnale con la regina Maria Maddalena, del frutto sacro del loro amore coniugale, ossia la discendenza regale di Gesù e della Maddalena, è all’origine di una chiesa maschilista, conservatrice, ipocrita, arida e disumana, intollerante, acerrima nemica della femminilità e del femminino sacro, presente in tutte le culture e le civiltà umane del passato, un elemento (quello femminile) adorato in tutte le religioni pagane.

Si sa che gli idoli femminili erano diffusi ovunque nell’antichità: si pensi ad Iside nell’antico Egitto, ad Afrodite nell’antica Grecia, a Venere nell’antica Roma, a Devi nella religione induista, alla stessa vergine Maria, che nel paleocristianesimo era una figura ispirata alla dea Iside, divenuta poi Isotta.
Una chiesa “votata” dunque alla castità, oppure all’onanismo, alla pedofilia e alla sodomia più degenere ed insana, in quanto negata e mortificata, costretta alla clandestinità più aberrante e inumana.

In tale contesto psicologico e culturale, profondamente sessuofobico e omofobico, che nega e calpesta la libertà sessuale, così come viola e mortifica la libertà dello spirito (la sessualità era anticamente vissuta come momento supremo di un elevato connubio spirituale, e non solo carnale, tra le persone dello stesso sesso o di sesso diverso, nonché come sublime opportunità di incontro e congiunzione con il divino), le uniche alternative per i preti, i monaci, le suore (se di scelte alternative si può parlare per chi è costretto al voto di castità) restano l’autoerotismo (ovvero la masturbazione), l’onanismo (inteso come pratica anticoncezionale del coitus interruptus per impedire la procreazione), la pedofilia e, appunto, la pederastia. Infatti, le chiese, le abbazie, i monasteri di clausura, gli oratori, le canoniche, sono da secoli teatro di depravazioni e scandali sessuali, di atti sessuali innaturali, quali la pedofilia, il sadomasochismo e altre oscene perversioni.

Dietro l'architettura sontuosa delle basiliche, dei santuari e degli edifici ecclesisatici, dietro le raffigurazioni mistiche dei santi, dietro il rigore estetico dei capolavori artistici eseguiti dai massimi ingegni dello spirito universale (Giotto, Michelangelo, Raffaello, Leonardo, Botticelli, ecc.), dietro le absidi, gli altari, le cripte, le navate, le guglie, dietro gli allestimenti costruiti nei diversi stili architettonici (romanico, gotico, rinascimentale, barocco, neoclassico, ecc.), dietro gli affreschi, i dipinti e gli ornamenti più ingegnosi e raffinati, si annidano luoghi impuri ed angusti, scevri di ogni misticismo e di ogni verginità (della carne e dello spirito), celle anguste, simili ad anfratti, angoli bui e desolanti, impregnati di angoscia e disperazione, stanze segreganti e mortificanti, in cui dilagano gli abusi e le sevizie sessuali contro i deboli e gli indifesi, in cui la pederastia si diffonde nella sua forma più morbosa e raccapricciante (come, del resto, nelle carceri e nei penitenziari statali), in quanto vissuta in mala fede, di nascosto, nel terrore di essere scoperti, insomma nell’ipocrisia immorale e non nella libertà.

Quanti aborti non desiderati dalle donne, sono stati imposti e cagionati dai preti che volevano cancellare la prova della propria paternità, ossia del proprio "peccato"? Quanti figli di illustri prelati sono nati e vissuti nei secoli passati e nascono tuttora? Quanti figli del clero sono stati ammazzati, appena nati? E via discorrendo...
Dietro la nobile facciata etico-spirituale del Vangelo, dietro gli orpelli religiosi, dietro le sante relique e l'iconografia dei martiri cristiani, dietro abiti e paramenti sacri, dietro le cerimonie liturgiche, i salmi, gli inni, dietro i dogmi e i precetti canonici, dietro le prediche e i sermoni recitati dal pulpito, dietro le oblazioni e le donazioni (al clero, non ai poveri), dietro le missioni colonizzatrici, il filantropismo ipocrita, l'assistenza e il conforto morale offerti ai diseredati, agli ultimi tra gli ultimi, ai più indigenti tra i bisognosi, in cambio però della loro conversione, dietro gli esercizi spirituali e le penitenze, dietro le dottrine, le visioni misticheggianti, le autoflagellazioni della carne, dietro i riti sacerdotali, le pose ieratiche, le processioni, le novene, le litanie, le giaculatorie, si celano soltanto la menzogna e la finzione più abietta, la miseria morale e la violenza derivanti da un'insana astinenza sessuale legata al voto di castità, che umilia e disumanizza la condizione del clero. Per il quale il potere politico e temporale si è trasformato in un mostruoso surrogato dell'amore, ovvero in un'alienante forma di compensazione di un vuoto in realtà incolmabile.

Ecco perchè tantissimi preti sono così crudeli e misantropi, avversi ed ostili verso le mondanità terrene, a loro volta invisi e osteggiati dagli uomini, sono così spietati e brutali, aridi e insensibili, proprio perchè repressi nei propri istinti più naturali e più genuini.
La CEI del cardinale Ruini ha voluto scatenare e mettere in campo tutto il proprio strapotere politico di stampo codino e forcaiolo, cancellando l’opera del governo in materia di DI.CO., intimidendo e ricattando l’azione legislativa per l’avvenire, esercitando una prova di forza e di tracotanza assolutamente inaccettabile e ingiustificabile in un vero stato di diritto e in un paese effettivamente laico e democratico. Per giungere infine ad una durissima contrapposizione frontale con il movimento per i diritti dei gay, ingaggiando quindi una “lotta tra froci”, come un omosessuale dichiarato ha ironizzato (ma neanche tanto) in un’intervista rilasciata ad un programma televisivo trasmesso di recente da una rete nazionale. Una trasmissione che ha suscitato reazioni scandalose, proteste furibonde, irrazionali e inconsulte da parte dei settori cattolici più oltranzisti, estremisti e fondamentalisti del ceto politico italiano.

Abbiamo così visto ergersi a “paladini” dei sacri valori della famiglia tradizionale personaggi, lindi e puliti come Pier Ferdinando Casini. Il quale conduce notoriamente una vita privata davvero “incasinata”, essendosi sposato regolarmente e poi separato, ha quindi divorziato, attualmente convive con una ragazza con cui ha generato anche una figlia. Ebbene, costui, davvero puro e immacolato come la neve (ma dopo settimane di esposizione ai gas di scarico delle automobili e ad altre fonti inquinanti), fulgido esempio della morale più tradizionale e ortodossa, si batte accanto ad altri noti esponenti della vecchia Democrazia cristiana.
Si è infatti formato e costituito uno schieramento politico trasversale che comprende, tra gli altri, il goffo e ingombrante Mastella (apparso in evidente imbarazzo durante una trasmissione televisiva, talmente si è disabituato ad un serio contraddittorio verbale, aduso ormai ad un pubblico sempre ossequioso e deferente, a giornalisti prezzolati e servili che pongono facili e comode domande con risposte già pronte e servite su un piatto d’argento), il cinico, spregiudicato, ma cattolicissimo Giulio Andreotti, il “cardinale” per antonomasia, con annessi e connessi i tanti Rutelli e Binetti (ed altri autoflagellanti) del Parlamento italiano, improvvisamente riunificati e impegnati in una nuova crociata in difesa della santità e inviolabilità della famiglia italiana, una santità e un’inviolabilità che di fatto non esistono più da tempo, semmai sono esistite in qualche angolo sperduto, isolato e idilliaco del nostro strano e sventurato Paese.

Ma si sa che in Italia contano soprattutto le apparenze esteriori, che “i panni sporchi si lavano in famiglia”, che i problemi, le contraddizioni e i mali non esistono nella realtà se non vengono riconosciuti e registrati formalmente, che basta nascondere il capo sotto la sabbia come gli struzzi per non vedere ed ammettere ciò che appare ed è sotto gli occhi di tutti, che gli omosessuali sono “liberi di esercitare” a condizione che si eclissino, non si mostrino e, soprattutto, che non rivendichino alcun diritto, tanto meno il diritto a farsi una famiglia.
Ma esiste davvero un solo tipo di famiglia, così come sostengono i teocons e teodem made in Italy? Oppure esistono nella realtà effettiva molteplici e diverse tipologie familiari, dalle coppie regolarmente sposate in chiesa a quelle coniugate solo civilmente, dalle unioni di fatto tra eterosessuali ai conviventi omosessuali, e via discorrendo?

Ebbene, se esistono e sono destinate a crescere di numero, altre forme di rapporti familiari, perché non legittimarne l’esistenza? In nome di chi o cosa ci si dovrebbe opporre?
Forse in nome del “diritto naturale”? Ma questo in verità non esiste, è un’invenzione del giusnaturalismo, di quella dottrina filosofico-giuridica che afferma l’esistenza di un complesso di norme di comportamento valide per l’uomo, ricavate dallo studio delle leggi naturali.
Ma in natura non esistono né la pedofilia né la guerra tra esemplari della stessa specie vivente, eppure esistono e sono purtroppo pratiche diffusissime nelle società umane. Così come, invece, in natura ci sono numerose specie animali che praticano la sodomia: basta pensare ai maschi sconfitti dagli esemplari dominanti, che non potendo accoppiarsi con le femmine della loro specie si devono accontentare di congiungersi con altri maschi. E via discorrendo…

Ciò che esiste è invero il diritto positivo, in quanto creazione dello spirito e dell’ingegno umano, un prodotto storicamente determinato dai rapporti di forza insiti all’interno delle diverse formazioni economico-sociali. L’opera di legislazione dell’uomo ha in qualche misura registrato e sancito le varie e crescenti conquiste del progresso sociale, del processo di emancipazione materiale e culturale dei popoli, per cui, ad esempio, la schiavitù e il lavoro servile non esistono più da tempo (almeno formalmente), essendo stati aboliti dal diritto universale, mentre in passato erano comunemente ritenuti una prassi “naturale”, “normale”, “inevitabile”.
Il familismo, inteso come esaltazione dei principi e delle virtù della famiglia tradizionale, è il valore italiano per eccellenza, è un parto privilegiato della gerontocrazia, di una società invecchiata in cui comandano le generazioni più anziane, che hanno bloccato e impedito in ogni modo l’accesso al potere per le generazioni più giovani, instaurando una vera dittatura.
L’ideologia familistica è la prima, elementare tendenza conservatrice e stabilizzante dell’ideologia e della società borghese, è un aspetto fondamentale dell’ideologia più tradizionale che proclama la difesa dei principi “Dio, Stato e famiglia” su cui si impernia la società vigente. La famiglia atomizzata è l’estrema sintesi-rappresentazione dell’esasperato individualismo ed economicismo sempre più dominanti nell’odierna società capitalistica.

La battaglia per i PACS, o i DI.CO., rimane nell’ambito dell’estensione delle libertà e dei diritti civili e democratico-borghesi, e non punta certo all’abbattimento del sistema sociale vigente.
Soltanto in Italia, colonia del VaticaNato, si osa sostenere che il riconoscimento e la regolamentazione legale delle convivenze di fatto, potrebbero condurre alla dissoluzione dei valori e delle strutture tradizionali della famiglia, quindi dello Stato e della proprietà privata. Invece, nulla di simile è avvenuto laddove sono stati introdotti i PACS, come ad esempio negli U.S.A., in Gran Bretagna, nei paesi scandinavi, in Olanda, in Germania, in Francia, in Spagna, in nessuna nazione dove sono stati riconosciuti e approvati i diritti delle coppie di fatto.
Probabilmente, altre forme di comunità e di rapporti umani e sociali, come le comuni, le associazioni e le famiglie comunitarie – esatto contrario della famiglia nucleare borghese -, sperimentate ad esempio dal movimento hippy nel corso degli anni '70, avrebbero potuto sortire effetti maggiormente eversivi e destabilizzanti per la società borghese dell’epoca.

Non a caso, quelle esperienze comunitarie fallirono rapidamente, proprio perché tentate nel quadro invariato, e non rivoluzionato, dei rapporti di sfruttamento, di alienazione economica, di supremazia e di subordinazione gerarchica presenti nel sistema capitalistico. E i “figli dei fiori” furono sgominati e spazzati via facilmente dalla reazione dello Stato, che ricorse non solo e non tanto all’intervento armato delle strutture autoritarie e repressive per antonomasia, ossia l’esercito, la polizia e il carcere, quanto soprattutto agli effetti e alla diffusione pilotata di alcune droghe devastanti quali l’eroina, l’LSD, ossia l’acido lisergico e altri allucinogeni pesanti.

Lucio Garofalo

LA FAMIGLIA, LO STATO E LA PROPRIETA’ PRIVATA

In questi ultimi tempi si è ripreso a parlare di “famiglia” in seguito al disegno di legge sui DI.CO. (Diritti e doveri dei Conviventi), misero surrogato dei PA.C.S. (Patto Civile di Solidarietà) che hanno trovato una facile e piena applicazione dappertutto, in Europa e nell’intero mondo civile e progredito, persino nella cattolicissima Spagna, tranne che in Italia, in Grecia e in Polonia.

Queste nazioni (eccetto la Grecia, in cui la stragrande maggioranza della popolazione è legata al culto e alla chiesa ortodossa) restano gli unici paesi ancora soggiogati dall’ingerenza esercitata dal Vaticano. Il quale, prima ha azzerato e vanificato l’ipotesi-progetto dei PACS, quindi ha affossato il governo che voleva approvare i DI.CO., annullando (forse) definitivamente l’idea di regolamentare, ratificare e legalizzare formalmente in Italia, seppure con una legge-capestro, le convivenze di fatto. Con tale espressione si intendono non solo le coppie omosessuali (di cui si sta discutendo in modo quasi esclusivo e fuorviante), ma anche quelle eterosessuali che rifiutano di legittimare e consacrare la propria unione sia in chiesa che in municipio, ripudiando l’autorità dell'altare e del trono.

Non c’è alcun dubbio che si tratta di un tema elitario, che interessa un’esigua minoranza di individui, e non certo la maggioranza degli italiani e delle italiane, ma non si può rinunciare ad assumere una netta posizione critica di fronte al turpe attacco sferrato dal potere clericale e neodemocristiano contro le spinte e i movimenti progressisti che partecipano all’emancipazione civile e culturale della società italiana, così come è già accaduto in altri Stati europei.
La curia pontificia romana ha voluto dimostrare ed esprimere tutta la sua arroganza e la sua prepotenza di stampo mafioso, liberticida, antiprogressista, ingerendo pesantemente nel dibattito pubblico nazionale e, soprattutto, minando e pregiudicando la stabilità politica del paese. Infatti, la recente crisi governativa rivela una precisa maternità (pardon, paternità), ovvero la responsabilità della chiesa cattolica apostolica romana, la cui lunga mano si è palesata nell’aula di Palazzo Madama il giorno delle Ceneri (data non casuale) in occasione del dibattito parlamentare sulla mozione in materia di politica estera, presentata da Massimo D’Alema. Il governo è stato messo in minoranza, stranamente, su un argomento di politica estera (cosa mai avvenuta prima in Italia), benché alcuni giorni dopo, a “crisi” risolta, lo stesso Parlamento abbia votato con una maggioranza bulgara il rifinanziamento della missione militare italiana in Afghanistan. Dunque, questa è la riprova (se c’era bisogno di conferme in tal senso) che il governo è andato sotto per motivi che nulla hanno a che fare con la questione della politica estera e delle guerre in cui l’Italia è coinvolta, bensì a causa di un’altra “guerra”, diciamo pure “civile”, ossia un conflitto tutto intestino e organico alla società italiana.

Si tratta di una “guerra tra froci”, come ha ironicamente affermato un gay durante una manifestazione svoltasi a Roma per protestare contro le posizioni reazionarie e misoneiste del Vaticano, ossia di uno scontro tra omosessuali dichiarati, liberi, coscienti e orgogliosi di esserlo, che rivendicano i propri sacrosanti diritti, e sodomiti non dichiarati, che da secoli praticano clandestinamente la pederastia nel segreto delle curie, delle canoniche, degli oratori, delle sagrestie, delle parrocchie, dei monasteri, delle abbazie. Insomma, ovunque vi siano parroci, prelati, vescovi, catechisti, chierici, cardinali, pontefici, priori, frati, suore, seminaristi ed ogni sorta di ecclesiastici costretti al voto di castità, ossia a logoranti e innaturali periodi di astinenza sessuale. Pretaglia cresciuta e formatasi all’interno di una visione visceralmente sessuofobica e omofobica, che contrasta con la tradizione e la storia passata dell’intera umanità. Una concezione che contraddice ed azzera la cultura dei secoli antecedenti all’avvento della cristianità, quando in tutte (proprio tutte) le civiltà umane, dall’antico Egitto alla Grecia, a Roma, dalla Persia all’India, dalla Cina alle civiltà precolombiane, la sessualità veniva vissuta e praticata liberamente, senza pregiudizi morali, senza ipocrisie, senza remore, tabù o inibizioni, senza mistificazioni, inganni o menzogne, seguendo le tendenze insite nella natura umana.

Invece, con l’avvento del cristianesimo, esattamente con l’affermarsi della chiesa medievale, protervamente cattolico-integralista, violentemente oltranzista, misogina e misoneista, offuscata e condizionata da pregiudizi bigotti e dall’intolleranza più retriva, l’antica idea della sessualità è stata completamente ribaltata, probabilmente anche per le ragioni storiche addotte e ipotizzate da Dan Brown nel suo celebre romanzo “Il codice da Vinci”. Ricordate? La necessità di censurare e cancellare la memoria storica della presunta non verginità di Cristo, della sua unione carnale con la regina Maria Maddalena, del frutto sacro del loro amore coniugale, ossia la discendenza regale di Gesù e della Maddalena, è all’origine di una chiesa maschilista, conservatrice, ipocrita, arida e disumana, intollerante, acerrima nemica della femminilità e del femminino sacro, presente in tutte le culture e le civiltà umane del passato, un elemento (quello femminile) adorato in tutte le religioni pagane.

Si sa che gli idoli femminili erano diffusi ovunque nell’antichità: si pensi ad Iside nell’antico Egitto, ad Afrodite nell’antica Grecia, a Venere nell’antica Roma, a Devi nella religione induista, alla stessa vergine Maria, che nel paleocristianesimo era una figura ispirata alla dea Iside, divenuta poi Isotta.
Una chiesa “votata” dunque alla castità, oppure all’onanismo, alla pedofilia e alla sodomia più degenere ed insana, in quanto negata e mortificata, costretta alla clandestinità più aberrante e inumana.

In tale contesto psicologico e culturale, profondamente sessuofobico e omofobico, che nega e calpesta la libertà sessuale, così come viola e mortifica la libertà dello spirito (la sessualità era anticamente vissuta come momento supremo di un elevato connubio spirituale, e non solo carnale, tra le persone dello stesso sesso o di sesso diverso, nonché come sublime opportunità di incontro e congiunzione con il divino), le uniche alternative per i preti, i monaci, le suore (se di scelte alternative si può parlare per chi è costretto al voto di castità) restano l’autoerotismo (ovvero la masturbazione), l’onanismo (inteso come pratica anticoncezionale del coitus interruptus per impedire la procreazione), la pedofilia e, appunto, la pederastia. Infatti, le chiese, le abbazie, i monasteri di clausura, gli oratori, le canoniche, sono da secoli teatro di depravazioni e scandali sessuali, di atti sessuali innaturali, quali la pedofilia, il sadomasochismo e altre oscene perversioni.

Dietro l'architettura sontuosa delle basiliche, dei santuari e degli edifici ecclesisatici, dietro le raffigurazioni mistiche dei santi, dietro il rigore estetico dei capolavori artistici eseguiti dai massimi ingegni dello spirito universale (Giotto, Michelangelo, Raffaello, Leonardo, Botticelli, ecc.), dietro le absidi, gli altari, le cripte, le navate, le guglie, dietro gli allestimenti costruiti nei diversi stili architettonici (romanico, gotico, rinascimentale, barocco, neoclassico, ecc.), dietro gli affreschi, i dipinti e gli ornamenti più ingegnosi e raffinati, si annidano luoghi impuri ed angusti, scevri di ogni misticismo e di ogni verginità (della carne e dello spirito), celle anguste, simili ad anfratti, angoli bui e desolanti, impregnati di angoscia e disperazione, stanze segreganti e mortificanti, in cui dilagano gli abusi e le sevizie sessuali contro i deboli e gli indifesi, in cui la pederastia si diffonde nella sua forma più morbosa e raccapricciante (come, del resto, nelle carceri e nei penitenziari statali), in quanto vissuta in mala fede, di nascosto, nel terrore di essere scoperti, insomma nell’ipocrisia immorale e non nella libertà.

Quanti aborti non desiderati dalle donne, sono stati imposti e cagionati dai preti che volevano cancellare la prova della propria paternità, ossia del proprio "peccato"? Quanti figli di illustri prelati sono nati e vissuti nei secoli passati e nascono tuttora? Quanti figli del clero sono stati ammazzati, appena nati? E via discorrendo...
Dietro la nobile facciata etico-spirituale del Vangelo, dietro gli orpelli religiosi, dietro le sante relique e l'iconografia dei martiri cristiani, dietro abiti e paramenti sacri, dietro le cerimonie liturgiche, i salmi, gli inni, dietro i dogmi e i precetti canonici, dietro le prediche e i sermoni recitati dal pulpito, dietro le oblazioni e le donazioni (al clero, non ai poveri), dietro le missioni colonizzatrici, il filantropismo ipocrita, l'assistenza e il conforto morale offerti ai diseredati, agli ultimi tra gli ultimi, ai più indigenti tra i bisognosi, in cambio però della loro conversione, dietro gli esercizi spirituali e le penitenze, dietro le dottrine, le visioni misticheggianti, le autoflagellazioni della carne, dietro i riti sacerdotali, le pose ieratiche, le processioni, le novene, le litanie, le giaculatorie, si celano soltanto la menzogna e la finzione più abietta, la miseria morale e la violenza derivanti da un'insana astinenza sessuale legata al voto di castità, che umilia e disumanizza la condizione del clero. Per il quale il potere politico e temporale si è trasformato in un mostruoso surrogato dell'amore, ovvero in un'alienante forma di compensazione di un vuoto in realtà incolmabile.

Ecco perchè tantissimi preti sono così crudeli e misantropi, avversi ed ostili verso le mondanità terrene, a loro volta invisi e osteggiati dagli uomini, sono così spietati e brutali, aridi e insensibili, proprio perchè repressi nei propri istinti più naturali e più genuini.
La CEI del cardinale Ruini ha voluto scatenare e mettere in campo tutto il proprio strapotere politico di stampo codino e forcaiolo, cancellando l’opera del governo in materia di DI.CO., intimidendo e ricattando l’azione legislativa per l’avvenire, esercitando una prova di forza e di tracotanza assolutamente inaccettabile e ingiustificabile in un vero stato di diritto e in un paese effettivamente laico e democratico. Per giungere infine ad una durissima contrapposizione frontale con il movimento per i diritti dei gay, ingaggiando quindi una “lotta tra froci”, come un omosessuale dichiarato ha ironizzato (ma neanche tanto) in un’intervista rilasciata ad un programma televisivo trasmesso di recente da una rete nazionale. Una trasmissione che ha suscitato reazioni scandalose, proteste furibonde, irrazionali e inconsulte da parte dei settori cattolici più oltranzisti, estremisti e fondamentalisti del ceto politico italiano.

Abbiamo così visto ergersi a “paladini” dei sacri valori della famiglia tradizionale personaggi, lindi e puliti come Pier Ferdinando Casini. Il quale conduce notoriamente una vita privata davvero “incasinata”, essendosi sposato regolarmente e poi separato, ha quindi divorziato, attualmente convive con una ragazza con cui ha generato anche una figlia. Ebbene, costui, davvero puro e immacolato come la neve (ma dopo settimane di esposizione ai gas di scarico delle automobili e ad altre fonti inquinanti), fulgido esempio della morale più tradizionale e ortodossa, si batte accanto ad altri noti esponenti della vecchia Democrazia cristiana.

Si è infatti formato e costituito uno schieramento politico trasversale che comprende, tra gli altri, il goffo e ingombrante Mastella (apparso in evidente imbarazzo durante una trasmissione televisiva, talmente si è disabituato ad un serio contraddittorio verbale, aduso ormai ad un pubblico sempre ossequioso e deferente, a giornalisti prezzolati e servili che pongono facili e comode domande con risposte già pronte e servite su un piatto d’argento), il cinico, spregiudicato, ma cattolicissimo Giulio Andreotti, il “cardinale” per antonomasia, con annessi e connessi i tanti Rutelli e Binetti (ed altri autoflagellanti) del Parlamento italiano, improvvisamente riunificati e impegnati in una nuova crociata in difesa della santità e inviolabilità della famiglia italiana, una santità e un’inviolabilità che di fatto non esistono più da tempo, semmai sono esistite in qualche angolo sperduto, isolato e idilliaco del nostro strano e sventurato Paese.

Ma si sa che in Italia contano soprattutto le apparenze esteriori, che “i panni sporchi si lavano in famiglia”, che i problemi, le contraddizioni e i mali non esistono nella realtà se non vengono riconosciuti e registrati formalmente, che basta nascondere il capo sotto la sabbia come gli struzzi per non vedere ed ammettere ciò che appare ed è sotto gli occhi di tutti, che gli omosessuali sono “liberi di esercitare” a condizione che si eclissino, non si mostrino e, soprattutto, che non rivendichino alcun diritto, tanto meno il diritto a farsi una famiglia.
Ma esiste davvero un solo tipo di famiglia, così come sostengono i teocons e teodem made in Italy? Oppure esistono nella realtà effettiva molteplici e diverse tipologie familiari, dalle coppie regolarmente sposate in chiesa a quelle coniugate solo civilmente, dalle unioni di fatto tra eterosessuali ai conviventi omosessuali, e via discorrendo?

Ebbene, se esistono e sono destinate a crescere di numero, altre forme di rapporti familiari, perché non legittimarne l’esistenza? In nome di chi o cosa ci si dovrebbe opporre?
Forse in nome del “diritto naturale”? Ma questo in verità non esiste, è un’invenzione del giusnaturalismo, di quella dottrina filosofico-giuridica che afferma l’esistenza di un complesso di norme di comportamento valide per l’uomo, ricavate dallo studio delle leggi naturali.
Ma in natura non esistono né la pedofilia né la guerra tra esemplari della stessa specie vivente, eppure esistono e sono purtroppo pratiche diffusissime nelle società umane. Così come, invece, in natura ci sono numerose specie animali che praticano la sodomia: basta pensare ai maschi sconfitti dagli esemplari dominanti, che non potendo accoppiarsi con le femmine della loro specie si devono accontentare di congiungersi con altri maschi. E via discorrendo…
Ciò che esiste è invero il diritto positivo, in quanto creazione dello spirito e dell’ingegno umano, un prodotto storicamente determinato dai rapporti di forza insiti all’interno delle diverse formazioni economico-sociali. L’opera di legislazione dell’uomo ha in qualche misura registrato e sancito le varie e crescenti conquiste del progresso sociale, del processo di emancipazione materiale e culturale dei popoli, per cui, ad esempio, la schiavitù e il lavoro servile non esistono più da tempo (almeno formalmente), essendo stati aboliti dal diritto universale, mentre in passato erano comunemente ritenuti una prassi “naturale”, “normale”, “inevitabile”.
Il familismo, inteso come esaltazione dei principi e delle virtù della famiglia tradizionale, è il valore italiano per eccellenza, è un parto privilegiato della gerontocrazia, di una società invecchiata in cui comandano le generazioni più anziane, che hanno bloccato e impedito in ogni modo l’accesso al potere per le generazioni più giovani, instaurando una vera dittatura.
L’ideologia familistica è la prima, elementare tendenza conservatrice e stabilizzante dell’ideologia e della società borghese, è un aspetto fondamentale dell’ideologia più tradizionale che proclama la difesa dei principi “Dio, Stato e famiglia” su cui si impernia la società vigente. La famiglia atomizzata è l’estrema sintesi-rappresentazione dell’esasperato individualismo ed economicismo sempre più dominanti nell’odierna società capitalistica.

La battaglia per i PACS, o i DI.CO., rimane nell’ambito dell’estensione delle libertà e dei diritti civili e democratico-borghesi, e non punta certo all’abbattimento del sistema sociale vigente.
Soltanto in Italia, colonia del VaticaNato, si osa sostenere che il riconoscimento e la regolamentazione legale delle convivenze di fatto, potrebbero condurre alla dissoluzione dei valori e delle strutture tradizionali della famiglia, quindi dello Stato e della proprietà privata. Invece, nulla di simile è avvenuto laddove sono stati introdotti i PACS, come ad esempio negli U.S.A., in Gran Bretagna, nei paesi scandinavi, in Olanda, in Germania, in Francia, in Spagna, in nessuna nazione dove sono stati riconosciuti e approvati i diritti delle coppie di fatto.
Probabilmente, altre forme di comunità e di rapporti umani e sociali, come le comuni, le associazioni e le famiglie comunitarie – esatto contrario della famiglia nucleare borghese -, sperimentate ad esempio dal movimento hippy nel corso degli anni '70, avrebbero potuto sortire effetti maggiormente eversivi e destabilizzanti per la società borghese dell’epoca.
Non a caso, quelle esperienze comunitarie fallirono rapidamente, proprio perché tentate nel quadro invariato, e non rivoluzionato, dei rapporti di sfruttamento, di alienazione economica, di supremazia e di subordinazione gerarchica presenti nel sistema capitalistico. E i “figli dei fiori” furono sgominati e spazzati via facilmente dalla reazione dello Stato, che ricorse non solo e non tanto all’intervento armato delle strutture autoritarie e repressive per antonomasia, ossia l’esercito, la polizia e il carcere, quanto soprattutto agli effetti e alla diffusione pilotata di alcune droghe devastanti quali l’eroina, l’LSD, ossia l’acido lisergico e altri allucinogeni pesanti.

Lucio Garofalo